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Prof. Domenico D'Ugo

Gastrectomia Totale: cos’è, quando serve e come affrontare al meglio l’intervento

La diagnosi di un tumore allo stomaco rappresenta, per il paziente e per la sua famiglia, uno dei momenti più delicati, probabilmente di una vita intera. In molti casi, la strada più efficace per affrontare la malattia passa attraverso la chirurgia, e in particolare attraverso la gastrectomia totale, ovvero l’asportazione totale dello stomaco. È pertanto fondamentale che ogni paziente arrivi a questo intervento con informazioni chiare, corrette e comprensibili, così da poter affrontare con maggiore serenità un percorso che, per quanto impegnativo, oggi offre risultati sempre più incoraggianti grazie ai progressi della tecnica chirurgica e della medicina personalizzata.

Cos’è la gastrectomia totale? Quando è la scelta più indicata? Come si svolge l’intervento di gastrectomia e quali sono i suoi rischi e i benefici? Come cambia la vita quotidiana dopo l’asportazione completa dello stomaco? Vediamolo insieme. In quest’articolo rispondo a tutte queste domande, affrontando ovviamente anche il tumore allo stomaco.

Cos’è la gastrectomia totale

La gastrectomia totale è l’intervento chirurgico che prevede la rimozione completa dello stomaco, insieme ai linfonodi regionali che drenano l’organo. Si tratta di un’operazione demolitiva ma, allo stesso tempo, ricostruttiva: una volta asportato lo stomaco, siamo in grado di ristabilire chirurgicamente la continuità del tubo digerente collegando direttamente l’esofago all’intestino tenue, in genere attraverso una tecnica chiamata anastomosi esofago-digiunale, spesso configurata secondo il modello a Y, noto anche come ricostruzione secondo Roux-en-Y.

A differenza della gastrectomia parziale o subtotale, che rimuove solo una porzione dello stomaco lasciando in sede la parte residua, la gastrectomia totale comporta l’asportazione integrale dell’organo. Questa scelta chirurgica non è mai arbitraria, ma viene definita sulla base della sede, dell’estensione e delle caratteristiche biologiche della neoplasia, oltre che delle condizioni generali del paziente.

Cos'è la gastrectomia totale- Prof. Domenico D'ugo. Chirurgia Addominale.

Quando è indicata la gastrectomia totale

L’indicazione più frequente alla gastrectomia totale è rappresentata dal tumore allo stomaco, in particolare dall’adenocarcinoma gastrico, la forma di neoplasia gastrica più comune. Quando il tumore interessa la porzione prossimale dello stomaco, vicino al cardias e alla giunzione con l’esofago, oppure quando si presenta esteso o multifocale, l’asportazione totale dello stomaco diventa spesso l’unica strategia in grado di garantire margini di resezione oncologicamente adeguati, riducendo il rischio di recidiva locale.

Più raramente l’intervento può essere indicato in presenza di linfomi gastrici avanzati, di tumori stromali di grandi dimensioni o di gravi complicanze non altrimenti trattabili.

La decisione di procedere con la gastrectomia totale viene sempre presa all’interno di un percorso multidisciplinare (TUMOR BOARD in questo video approfondisco il ruolo e l’importanza che riveste), che coinvolge il chirurgo, l’oncologo, il gastroenterologo, il radiologo e, quando necessario, il genetista, con l’obiettivo di offrire al paziente la strategia terapeutica più efficace e personalizzata.

Come si svolge l’intervento di gastrectomia totale

L’intervento di gastrectomia totale può essere oggi eseguito con diverse tecniche chirurgiche, la cui scelta dipende dalle caratteristiche del tumore, dall’esperienza del centro e dalle condizioni cliniche del paziente. La chirurgia tradizionale a cielo aperto, attraverso un’incisione laparotomica, rimane un’opzione solida e spesso necessaria nei casi più complessi o localmente avanzati. Accanto a questa, negli ultimi anni si sono affermate tecniche mini-invasive, come la laparoscopia e la chirurgia robotica, che permettono in casi selezionati di ridurre il dolore post-operatorio, accelerare la ripresa funzionale e contenere la durata della degenza ospedaliera, mantenendo la stessa radicalità oncologica della chirurgia tradizionale.

Durante l’intervento di gastrectomia, il chirurgo procede innanzitutto alla mobilizzazione dello stomaco e alla legatura dei principali vasi sanguigni che lo irrorano, quindi effettua la linfoadenectomia, ossia l’asportazione dei linfonodi loco-regionali, un passaggio cruciale per la corretta stadiazione della malattia e per la prognosi del paziente. Una volta asportato completamente lo stomaco, si procede alla fase ricostruttiva, ristabilendo la continuità digestiva tra esofago e intestino tenue.

La durata dell’intervento varia solitamente tra le 3 e le 5 ore, in funzione della complessità del caso e della tecnica utilizzata. Si tratta di una chirurgia maggiore, che richiede un’équipe esperta e un contesto ospedaliero adeguatamente attrezzato.

Come si svolge l'intervento di gastrectomia totale- Prof. Domenico D'ugo. Chirurgia Addominale.

La preparazione all’intervento di gastrectomia totale per tumore allo stomaco

Prima di sottoporsi alla gastrectomia totale, il paziente viene sottoposto a un accurato percorso diagnostico e di preparazione. Gli esami preoperatori comprendono tipicamente la gastroscopia con biopsie, la tomografia computerizzata per valutare l’estensione della malattia, ed eventualmente l‘ecoendoscopia o la laparoscopia esplorativa per escludere la presenza di metastasi non visibili con le altre indagini. In molti casi, soprattutto quando il tumore allo stomaco è localmente avanzato, l’intervento viene preceduto da un ciclo di chemioterapia neoadiuvante, con l’obiettivo di ridurre la massa tumorale e migliorare i risultati a lungo termine.

Una valutazione nutrizionale accurata riveste un ruolo importante, poiché molti pazienti giungono all’intervento in condizioni di malnutrizione, conseguenza diretta della malattia stessa. Ottimizzare lo stato nutrizionale prima della chirurgia contribuisce a ridurre il rischio di complicanze e favorisce un recupero più rapido nel post-operatorio.

Il decorso post-operatorio e le possibili complicanze in seguito ad una gastrectomia totale

Dopo l’asportazione totale dello stomaco, la degenza ospedaliera dura in genere dai sette ai dieci giorni, sebbene i protocolli di recupero rapido, i cosiddetti ERAS, permettano oggi in molti casi una mobilizzazione precoce e una ripresa dell’alimentazione più veloce rispetto al passato. Nei primi giorni successivi l’intervento, l’alimentazione avviene per via endovenosa o attraverso un sondino digiunale, per poi essere progressivamente reintrodotta per bocca, con una dieta liquida che si trasforma gradualmente in semiliquida e poi solida.

Come ogni intervento chirurgico, la gastrectomia totale comporta alcuni rischi, che è corretto conoscere senza tuttavia lasciarsene sopraffare. Tra le complicanze possibili figurano la deiscenza dell’anastomosi, ovvero la mancata tenuta della sutura tra esofago e intestino, le infezioni della ferita chirurgica, le polmoniti post-operatorie e i disturbi legati alla nutrizione. Un’équipe chirurgica con esperienza specifica in chirurgia oncologica gastrica, unita a un adeguato volume di interventi eseguiti, rappresenta uno dei fattori più importanti nella riduzione di queste complicanze, come confermato da numerosi studi scientifici internazionali.

La vita dopo l’asportazione totale dello stomaco

Uno degli aspetti che più preoccupa i pazienti riguarda la qualità della vita dopo l’asportazione totale dello stomaco. È naturale interrogarsi su come sarà possibile alimentarsi senza questo organo, che normalmente funge da serbatoio e da primo luogo di digestione del cibo: in assenza dello stomaco, l’intestino assume progressivamente alcune di queste funzioni, ma è necessario un naturale ed inevitabile periodo di adattamento.

Nel post-operatorio si consiglia generalmente di frazionare l’alimentazione in numerosi piccoli pasti durante la giornata, evitando volumi eccessivi che l’organismo non è più in grado di gestire come prima. Alcuni pazienti possono sperimentare la cosiddetta sindrome da dumping, caratterizzata da un rapido svuotamento del cibo nell’intestino, con sintomi come sudorazione, tachicardia e senso di debolezza dopo i pasti; questa condizione, nella maggior parte dei casi, tende a migliorare nel tempo con opportuni accorgimenti dietetici. È inoltre necessaria un’integrazione a vita di vitamina B12, poiché lo stomaco è responsabile della produzione del fattore intrinseco indispensabile al suo assorbimento, oltre a un attento monitoraggio di ferro, calcio e vitamina D.

Con il supporto di un percorso nutrizionale personalizzato e un follow-up oncologico regolare, la grande maggioranza dei pazienti riesce a ritrovare, dopo un periodo di adattamento, una qualità di vita soddisfacente, tornando alle proprie attività quotidiane e lavorative senza problemi.

E questo è il risultato più importante a cui possiamo ambire.

Prognosi e importanza della diagnosi precoce per il tumore allo stomaco

La prognosi dopo una gastrectomia totale per tumore allo stomaco dipende da numerosi fattori, tra cui lo stadio della malattia al momento della diagnosi, il tipo istologico del tumore, la radicalità dell’intervento chirurgico e la risposta a eventuali trattamenti chemioterapici associati. È un dato ormai consolidato dalla letteratura scientifica che la diagnosi precoce rappresenti l’elemento più determinante per la sopravvivenza: individuare il tumore allo stomaco in fase iniziale consente spesso interventi meno estesi e prognosi decisamente più favorevoli.

Per questo motivo, in presenza di sintomi persistenti come difficoltà digestive, calo di peso non giustificato, anemia inspiegata o dolore addominale ricorrente, è opportuno non sottovalutare il problema e richiedere una valutazione specialistica tempestiva, senza lasciare che il timore ritardi la diagnosi.

Prof. Domenico D’Ugo: innovazione e mininvasività in Chirurgia Addominale

La gastrectomia totale è un intervento complesso, che richiede competenze tecniche specifiche, un’eccellente esperienza consolidata in chirurgia oncologica dell’apparato digerente e un approccio multidisciplinare integrato con oncologi, radioterapisti, nutrizionisti e psiconcologi. Affidarsi a un chirurgo con una comprovata esperienza in questo tipo di interventi non significa soltanto affrontare la chirurgia in sé, ma intraprendere un percorso di cura completo, in cui ogni fase, dalla diagnosi alla riabilitazione, viene seguita con competenza e attenzione umana.

Il Prof. Domenico D’Ugo è tra i massimi esperti in Chirurgia Addominale in Italia e affronta ogni anno centinaia di casi, dalla patologia tumorale dell’apparato digerente a condizioni rare.

Visita ed opera presso il Policlinico Gemelli a Roma. Per prenotare una visita è possibile contattare direttamente la sua segreteria al numero 06 30154974.

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